Sebastiano Paolo Mazzola e la forza della poesia: dare parole alle emozioni, fin da giovani

Sebastiano Paolo MazzolaHa 17 anni, studia al liceo classico del Convitto Nazionale “Giovanni Falcone” di Palermo ed è nato e cresciuto tra Palermo e Montelepre, ma il suo sguardo va già molto più lontano. Sebastiano Paolo Mazzola è un giovane poeta che ha scelto la scrittura come spazio di libertà, ascolto e consapevolezza. Accanto al pianoforte e al teatro, la poesia è diventata per lui un modo per conoscersi, per abitare le emozioni e per dare forma a ciò che spesso resta inespresso, soprattutto tra i più giovani. Dalla pandemia, vissuta come tempo di evasione e rifugio nella scrittura, fino all’ispirazione tratta da L’attimo fuggente, Sebastiano ha costruito un rapporto profondo e autentico con la parola poetica, alimentato dalla fede, dall’osservazione attenta del mondo e da un legame viscerale con la Sicilia, terra che considera inesauribile fonte di bellezza. Da questa visione nasce anche il suo progetto più ambizioso: una community di poesia dedicata a studenti delle scuole medie e superiori, pensata come luogo sicuro di espressione, confronto e crescita emotiva. Non un laboratorio per “formare poeti”, ma uno spazio in cui imparare ad ascoltarsi, a riconoscere le proprie emozioni e a usare le parole come alternativa alla violenza e al silenzio. Un piccolo seme di umanità, come lui stesso lo definisce, nella convinzione che la bellezza – quella autentica – abbia ancora la forza di cambiare il mondo.

D: Hai solo 17 anni e hai già scelto la poesia come forma di espressione. Ricordi quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo? C’è stato un momento preciso in cui hai sentito che le parole potevano diventare il tuo spazio?

R: L’amore per la scrittura mi accompagna sin da quando ero piccolo. Ho sempre avuto il bisogno di raccontarmi, di dare forma scritta ai miei pensieri, di rifugiarmi nella scrittura e, attraverso essa, ho imparato anche a conoscere me stesso. Inoltre, la scrittura è stata fondamentale per me soprattutto nel periodo della pandemia, quando avevo circa 12 anni, durante il quale sentivo una forte necessità di uscire, di scappare, di correre.  È stata per me evasione, oltre che un semplice passatempo per riempire quelle giornate vuote. Per concludere, non posso non parlare di uno dei miei film preferiti, “L’attimo fuggente” (il titolo originale è “Dead Poets Society”), che mi ha fortemente ispirato e ha fatto crescere in me la passione per la poesia.

Sebastiano Paolo Mazzola
Sebastiano Paolo Mazzola

D: Oggi, da dove nasce l’ispirazione per Sebastiano Paolo Mazzola? Sono più le emozioni personali, le persone che incontri, quello che osservi intorno a te o il bisogno di dare voce a ciò che spesso resta non detto?

R: Nelle mie poesie do voce alla parte più intima e nascosta di me, che trova il coraggio di uscire solo quando impugno carta e penna. Tuttavia, penso che il dono più grande che mi sia stato fatto, dopo quello della fede, sia il dono della sensibilità per il bello. Trovo qualcosa da scrivere negli sconosciuti che incontro per strada o nei mezzi di trasporto, nella natura, in ciò che molti non vedono, o meglio, non guardano. Spesso guardiamo pochissimo di ciò che passa davanti i nostri occhi, camminiamo ignorando completamente chi ci passa accanto e ciò che ci circonda. Chi scrive poesie, impara a vedere tutto. Da quando ho riscoperto la mia fede cristiana, molti miei testi sono rivolti e dedicati a Dio. Non credo esista una storia d’amore più bella da raccontare.

D: Che rapporto hai con la Sicilia? In che modo la tua terra entra — o non entra — nella tua scrittura poetica: come luogo, come sentimento, come identità?

R: Io sono nella Sicilia e la Sicilia è in me, di conseguenza è presente nella mia composizione. Nella mia vita, anche se sono ancora giovane, ho viaggiato tantissimo, sia dentro l’Italia sia all’estero, e posso dire con la massima convinzione che nessuno dei luoghi che ho visitato supera la Sicilia in bellezza. È facile essere scrittori in Sicilia perché non ci si deve sforzare per trovare la bellezza, basta guardarsi intorno.

D: Scrivere poesie, soprattutto da giovanissimi, può essere un atto di grande esposizione. Per te la poesia è più un rifugio o un modo per metterti in dialogo con il mondo?

R: In un mondo dove, fortunatamente, quasi tutti hanno gli strumenti necessari e, soprattutto, la libertà di esprimersi, far sentire la propria voce, specialmente per i giovani, è importantissimo. I giovani, e mi ritrovo anch’io in questo, spesso accusano di non essere capiti o di non essere abbastanza ascoltati, considerati, visti da chi è più grande di loro. La poesia, come la scrittura in generale, è un mezzo per parlare di sé al mondo e per dare valore e forza alla propria voce.

Sebastiano Paolo Mazzola
Sebastiano Paolo Mazzola

D: Hai dato vita a una community dedicata a ragazze e ragazzi delle medie e del liceo. Com’è nata l’idea di creare uno spazio condiviso di scrittura poetica e cosa sentivi mancasse ai tuoi coetanei?

R: Ho deciso di creare la community online di poesia verso la fine del mio secondo anno di liceo. Ho sempre vissuto intensamente la mia scuola, e ho voluto fare della mia passione uno strumento per unire alunni della scuola secondaria di primo e secondo grado nell’amore per la scrittura, la lettura, la bellezza. La community, col tempo, è diventata un luogo sicuro dove aprirsi, confrontarsi, crescere sia nella scrittura sia umanamente.

Penso che la scrittura, e in particolare quella poetica, sia una delle armi più potenti per combattere la violenza (e il mondo di oggi ha bisogno di tanta scrittura), perché ai giovani, specialmente quelli che nascono e crescono nelle aree periferiche delle città, con elevata vulnerabilità sociale e bassi livelli di scolarizzazione, spesso mancano i mezzi per esprimere il proprio disagio, la propria rabbia, le proprie mancanze. E non avendo padronanza delle parole, del linguaggio, molti ricorrono alla violenza.  Non sono i giovani d’oggi a essere “brutti”, perché vi assicuro che in ognuno di loro si trova della poesia, ma sono i contesti in cui vivono a esserlo.

D: Nel progetto di Sebastiano Paolo Mazzola la poesia non è solo scrittura, ma anche confronto, lettura guidata di testi d’autore e crescita emotiva. Quanto è importante, secondo te, imparare a riconoscere e raccontare le proprie emozioni attraverso le parole?

R: Nella poesia uno degli elementi principali è l’ascolto, e il mondo di oggi sta dimenticando come si ascolta. E non parlo solo di ascolto degli altri, un ascolto esterno, ma soprattutto un ascolto interiore. Molti giovani si sentono spesso sopraffatti, travolti dalle proprie emozioni e sono indifesi di fronte a esse. Bisogna saperci stare con le proprie emozioni, anche quando non piace. Non fuggire nel rumore, ma stare nel silenzio.

La poesia aiuta molto in questo. Una persona che sa ascoltare, e dunque anche riconoscere, le proprie emozioni è meno incline alla violenza, come dicevo prima, e sicuramente più incline al dialogo, alla sensibilità verso l’altro. E chi scrive o legge poesia, coltiva anche l’empatia, la capacità di ascoltare se stesso, la capacità di gestire le proprie emozioni, la capacità di comunicare pienamente, apertamente, armonicamente. Le relazioni umane hanno bisogno di tutto ciò e, quando questo manca, nasce la guerra, ogni tipo di guerra.

Sebastiano Paolo Mazzola

D: Che tipo di cambiamento o di consapevolezza speri che i ragazzi portino con sé entrando in questa community? Cosa vorresti che imparassero su se stessi e sugli altri?

R: Chiaramente la community non ha lo scopo di formare grandi poeti o poetesse né scrittori o scrittrici. Spero che la poesia possa diventare per loro una compagna di vita, come lo è diventata per me. Spero che la poesia insegni loro a guardare più attentamente il mondo e le persone intorno a loro, a guardarle negli occhi e capire cosa provano. Spero che imparino, grazie a essa, a conoscersi meglio e a vivere più intensamente la loro vita, riconoscendo e mostrando sempre la bellezza autentica che custodiscono. Spero che allo stesso modo in cui trovano un significato in versi complessi, lo sappiano trovare anche nella propria vita e spero, infine, che la mia community possa essere un piccolo seme di umanità. Dostoevskij aveva ragione, la bellezza salverà davvero il mondo.

D: Guardando al futuro, quali sono i desideri di Sebastiano Paolo Mazzola, come poeta e come ideatore di questo progetto? Dove immagini che possa portarti la poesia nei prossimi anni?

R: Finché sarò nella mia scuola continuerò a tenere viva la community e a farla crescere sempre di più. Al momento del mio diploma sono sicuro che troverò qualcuno che prenderà il mio posto e che saprà gestire la community meglio di me per gli anni futuri. A parte questo, non sogno grandi risultati con le mie poesie. Non so cosa mi aspetta nella vita, ma sono sicuro che la poesia mi aiuterà a vivere pienamente ogni momento.

Sebastiano Paolo Mazzola ci ha portato nell’emozionante mondo della poesia. Ma le nostre news, però, non finiscono qua. Continuate a seguire Sicilian Secrets, dagli articoli sul blog alle interviste, senza dimenticare le novità sulla pagina Facebook e su Instagram. Stay tuned!
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *