Dalla cassa al travel operations coordinator: la storia di Milena Brafa e il coraggio di cambiare vita

Milena BrafaC’è un momento, nella vita professionale di molti, in cui il rumore di fondo della routine smette di essere rassicurante e diventa assordante. Non succede all’improvviso: è una sensazione che cresce piano, tra gesti ripetuti e giornate tutte uguali, fino a trasformarsi in una domanda inevitabile: è davvero questa la mia strada? Per Milena Brafa, quel momento non è stato uno strappo netto, ma una consapevolezza lenta, maturata dietro una cassa, tra il suono meccanico dei “bip” e il desiderio sempre più forte di qualcosa di diverso. Più dinamico, più suo. Da lì è iniziato un percorso fatto di scelte non semplici, di paure molto concrete — dal lasciare la propria città al ricominciare da zero — ma anche di una determinazione capace di trasformare una passione in una professione. Oggi Milena Brafa è una travel operations coordinator e costruisce esperienze su misura, ma il suo percorso racconta molto più di un cambio di lavoro: è una storia di identità, di ascolto e di coraggio. Una di quelle storie che parlano a chi, almeno una volta, ha sentito il bisogno di cambiare.

D: Partiamo dall’inizio: chi era Milena Brafa quando lavorava come cassiera e cosa le mancava, anche a livello personale, in quella fase della sua vita?

R: Sono sempre stata una ragazza determinata con tanta voglia di fare e di mettermi in gioco, alla ricerca della mia indipendenza e di nuovi stimoli. Per questo, alla prima opportunità, sono entrata nel mondo del lavoro come cassiera. Con il passare del tempo, però, ho iniziato a sentire che quegli stimoli venivano meno: la routine quotidiana mi pesava, avevo paura di alienarmi e di rendere la mia vita troppo monotona, scandita solo dal suono dei “bip” alla cassa. Dentro di me è cresciuto il bisogno di stravolgere il mio percorso e renderlo più vivace, più in linea con la mia personalità.

Milena Brafa
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D: C’è stato un momento preciso in cui hai capito che volevi cambiare strada, o è stata una decisione maturata lentamente? Cosa ti ha fatto dire “adesso basta”?

R: Non si è trattato di un momento preciso, ma piuttosto di una consapevolezza cresciuta nel tempo, giorno dopo giorno, mentre lavoravo come cassiera. Quella routine che inizialmente mi aveva dato sicurezza, a lungo andare ha iniziato a starmi stretta. Sentivo il bisogno di crescere, di mettermi alla prova e di cambiare prospettiva, sia a livello personale sia professionale. Dentro di me maturava sempre più l’idea che fosse necessario un cambiamento importante: cercare qualcosa che fosse davvero in linea con la mia personalità, valutare anche la possibilità di cambiare città, esplorare nuovi settori e rimettermi in gioco. Avevo bisogno di ritrovare quegli stimoli che cerco in tutto ciò che faccio, e che sentivo di aver perso.

D: Passare da un lavoro stabile a uno completamente diverso non è mai indolore: quali sono state le paure più grandi che hai dovuto affrontare nei primi mesi?

R: La prima grande paura nei primi mesi è stata lasciare il mio paese, Comiso, per trasferirmi a Catania e aprirmi a più possibilità lavorative, scegliendo una realtà più grande, dinamica e ricca di opportunità, ma allo stesso tempo più frenetica e competitiva. Questo cambiamento ha significato uscire completamente dalla mia zona di comfort e confrontarmi con un contesto nuovo, fatto di ritmi diversi, nuove persone e maggiori sfide, dove avrei dovuto dimostrare il mio valore e costruirmi uno spazio tutto mio. Allontanarmi dalla mia famiglia e dai miei amici, quindi dalla mia stabilità, ha reso questo passaggio ancora più intenso. Un’altra paura importante era quella di dover ricominciare da zero, soprattutto dal punto di vista dell’indipendenza economica, e il dubbio di riuscire a trovare un lavoro altrettanto sicuro e stabile come quello che avevo prima. Questo significava anche affrontare nuove responsabilità e imparare a gestire tutto in autonomia. Infine, sentivo anche la responsabilità di dover trasmettere sicurezza ai miei genitori, senza deluderli rispetto al nuovo percorso che avevo scelto, cercando di dimostrare loro che questa decisione fosse quella giusta per il mio futuro. Nonostante queste paure, però, la voglia di farcela era più forte.

Milena Brafa
Milena Brafa

D: Come sei entrata concretamente nel mondo del turismo? Raccontaci i primi passi di Milena Brafa, anche quelli meno glamour, che ti hanno portata a diventare travel operations coordinator.

R: Sono entrata nel mondo del turismo in modo molto naturale, partendo da una passione che ho sempre avuto: i viaggi. Nella mia sfera personale sono sempre stata il punto di riferimento per l’organizzazione, quella che pianificava tutto nei minimi dettagli. Il settore del turismo mi ha sempre affascinata e, inizialmente, sentivo una forte vocazione per il ruolo di tour leader o accompagnatrice. A un certo punto ho capito che, per fare davvero questo salto, avevo bisogno di conoscere più a fondo il settore e di studiarlo seriamente. Così ho deciso di investire su di me e ho intrapreso un master di due anni in Hospitality Management, per avere una visione più ampia e concreta degli ambiti a cui volevo affacciarmi. Al termine di questo percorso, la mia direzione era finalmente chiara: volevo far vivere ai clienti le stesse emozioni che provo io quando viaggio. È lì che ho capito che la mia strada era lavorare nel mondo del turismo e nella mia Sicilia.

D: Oggi ti occupi della costruzione operativa dei viaggi: cosa significa davvero “mettere insieme i tasselli” di un’esperienza e qual è la parte più complessa (e meno visibile) del tuo lavoro?

R: “Mettere insieme i tasselli” di un viaggio significa trasformare un’idea, un desiderio o anche solo un’intuizione del cliente in un’esperienza concreta, fluida e coerente. Non si tratta solo di prenotare hotel e esperienze, ma di costruire un percorso su misura: scegliere le destinazioni giuste, studiare gli spostamenti, selezionare le strutture, le attività, i ritmi… tutto deve incastrarsi perfettamente per creare qualcosa che abbia senso e valore per quella persona. La parte più complessa, e spesso meno visibile, è tutto il lavoro che c’è dietro le quinte: la ricerca, il confronto tra fornitori, la gestione degli imprevisti, il controllo di ogni dettaglio logistico. È un lavoro fatto di precisione e responsabilità, perché basta poco per compromettere l’esperienza finale. Inoltre, c’è tutta la fase di ascolto e interpretazione dei bisogni del cliente, che non sempre sono espliciti: capire davvero cosa desidera, anche quando non riesce a dirlo chiaramente, è forse la sfida più grande.

Milena Brafa

D: Guardando indietro, quali competenze del tuo passato – anche quelle acquisite al supermercato – si sono rivelate utili nel tuo lavoro di oggi?

R: Guardando indietro, mi rendo conto che molte delle competenze che utilizzo oggi le ho sviluppate proprio durante la mia esperienza al supermercato. In particolare, la propensione al cliente e l’attitudine all’ascolto dei bisogni sono state fondamentali. Lavorare come cassiera mi ha messa ogni giorno a contatto con persone diverse, ognuna con esigenze, umori e aspettative differenti. Ho imparato a osservare, a cogliere segnali anche non verbali e a capire rapidamente di cosa avesse bisogno chi avevo davanti, spesso senza che lo esprimesse in modo diretto. Questa capacità di ascolto attivo oggi è centrale nel mio lavoro: mi permette di gestire viaggi davvero su misura, perché parto sempre dalla comprensione profonda della persona. Inoltre, quel tipo di esperienza mi ha insegnato la pazienza, la gestione delle situazioni stressanti e l’importanza di mantenere sempre un atteggiamento professionale e accogliente. Tutte competenze che oggi applico quotidianamente, perché nel turismo – e soprattutto nel mio ruolo – il rapporto umano è alla base di tutto.

D: Se dovessi raccontare questo percorso come una storia di rinascita, qual è l’insegnamento più importante che ti porti dietro – e che potrebbe essere utile a chi sogna di cambiare vita ma non trova il coraggio?

R: Direi che l’insegnamento più importante che porto con me è che il cambiamento parte sempre da una scelta, anche quando fa paura. Per tanto tempo ho sentito che qualcosa non mi rappresentava più, ma il vero punto di svolta è stato decidere di ascoltare quella sensazione e darle valore. Non è stato un passaggio immediato né facile: ho dovuto mettermi in discussione, studiare, ricominciare da capo in un certo senso. Però ho capito che aspettare il “momento perfetto” spesso significa rimandare all’infinito. Il coraggio non arriva prima, arriva mentre fai il passo. A chi sogna di cambiare vita ma si sente bloccato direi proprio questo: iniziare, anche in piccolo. Informarsi, formarsi, provare. Non serve avere tutto chiaro fin da subito, ma serve fidarsi di quella voce interiore che ti dice che puoi costruire qualcosa di più tuo. Perché quando inizi ad allinearti davvero con ciò che sei, anche la strada, piano piano, si definisce.

Milena Brafa

D: Che ruolo ha avuto l’azienda nel percorso di trasformazione di Milena Brafa? C’è stato un momento in cui ti sei sentita davvero “vista” e valorizzata, e in che modo questo ha inciso sulla tua crescita come travel operations coordinator?

R: L’azienda ha avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso di trasformazione. Entrare in Dimensione Sicilia ha significato per me trovare un ambiente in cui poter crescere davvero, non solo a livello professionale ma anche personale. Si tratta infatti di una realtà già affermata e riconosciuta nel mondo del turismo, orientata alla crescita professionale e individuale, e che crede fortemente nelle persone, investendo in figure da formare e accompagnare nel loro percorso.  Fin da subito ho percepito di essere nel posto giusto, in un ambiente stimolante. Un ruolo chiave lo ha avuto il mio General Manager Julian Zappalà, che mi ha affiancata fin dall’inizio nel mio percorso di formazione. Mi ha guidata, ma soprattutto mi ha dato sin da subito la possibilità di esprimermi, di mettermi alla prova e di assumermi responsabilità concrete. Questo per me ha fatto la differenza. Altrettanto importante è stato il contributo delle colleghe con più esperienza, sempre pronte a supportarmi e a darmi i consigli giusti nei momenti di bisogno. Grazie alla loro disponibilità e alla loro esperienza ho potuto affrontare con maggiore sicurezza le sfide quotidiane e crescere più rapidamente. C’è stato un momento preciso in cui mi sono sentita davvero vista e valorizzata: quando ho iniziato a gestire in autonomia le prime richieste, con la fiducia dell’azienda alle spalle. Sentire che qualcuno credeva nelle mie capacità mi ha dato una spinta enorme, aiutandomi a crescere più velocemente e a prendere sempre più consapevolezza del mio ruolo.

Guardando al percorso di Milena Brafa, è chiaro che il vero punto di svolta non è stato un evento straordinario, ma una decisione: quella di ascoltarsi fino in fondo, anche quando farlo significava uscire da ogni certezza. Il suo racconto restituisce una verità spesso sottovalutata: il cambiamento non è mai lineare, né privo di rischi. È fatto di passaggi silenziosi, di dubbi, di tentativi e di piccoli atti di coraggio quotidiano. Ma è proprio in questo spazio che si costruisce qualcosa di autentico. Oggi, nel suo lavoro, Milena Brafa mette insieme non solo itinerari, ma storie, desideri e aspettative. E forse è proprio questa la sintesi più efficace del suo percorso: aver trasformato la capacità di ascoltare — affinata tra le corsie di un supermercato — in uno strumento per creare esperienze significative per gli altri. Per chi si sente fermo, il suo esempio è semplice e diretto: non serve avere tutto chiaro. Serve iniziare. Le nostre news, però, non finiscono qua. Continuate a seguire Sicilian Secrets, dagli articoli sul blog alle interviste, senza dimenticare le novità sulla pagina Facebook e su Instagram. Stay tuned!
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