E PARCO SIA…

Piazza Duomo Acireale

Riapre il Parco delle Terme che, insieme alle acque solforose, fece di Acireale una delle mete preferite del turismo d’elìte a fine Ottocento e ad inizi del secolo scorso

Ci siamo, finalmente.

Mancano solo 48 ore alla tanto auspicata riapertura del Parco delle Terme di Acireale che gli anni ed una politica miope avevano consegnato, lentamente, al degrado e quindi alla definitiva chiusura.

Da domenica prossima, rieccolo nella disponibilità della collettività grazie all’ iniziativa della neonata Associazione culturale Costarelli, nata proprio per ridare slancio alla vita sociale ed economica non solo di Acireale ma delle frazioni tutte.

Iniziative, questa come altre (una per tutte la riapertura della storica pasticceria Costarelli), che hanno come obiettivo quello di riaccendere la vivacità culturale, economica e commerciale che, in passato, era la prerogativa della città dei cento campanili.

Ma, parlare della suddetta riapertura, non può prescindere da alcuni cenni storici che sono il canovaccio di una brillante tesi di laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie dal titolo “I giardini del complesso delle Terme di Acireale” di Adelaide Nicolosi, giunta nelle mani della scrivente per cortesia del padre della stessa, Paolo, discendente diretto del mecenate che fu l’artefice del miracolo di cui discorriamo.

Tesi alla quale attingeremo a piene mani anche in assenza del virgolettato…non ce ne vorrà la Nicolosi.

Ma vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Le città termali, non solo Acireale, si sono sempre avvantaggiate della presenza di giardini considerati, a ragione, come elemento imprescindibile della cura stessa e, sorte per lo più tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, divennero ben presto vere e proprie “città-giardino” in cui il verde assumeva il ruolo di protagonista, grazie alla cura dell’aspetto scenografico.

Ai tempi si riteneva che l’efficacia delle acque fosse simbiotica all’amenità dei luoghi, come se le virtù terapeutiche dell’acqua fossero sollecitate ed esaltate dalla magnificenza del bel paesaggio.

Scorrendo il brillante elaborato, facciamo un grande salto nel tempo e scopriamo che ad Acireale la presenza delle terme è molto antica e si ricollega al territorio di Acicatena dove si trovano le Terme romane di Santa Venera al Pozzo, risalenti ad un periodo successivo al I secolo d.C. E fu grazie ad esse che le Terme di Acireale, nel XIX secolo, divennero modello da emulare.

Come fu possibile tutto ciò?

Andiamo per ordine:

il ricco e filantropo barone Agostino Pennisi di Floristella decise, nel 1873, di edificare lo stabilimento termale, sfruttando proprio le acque curative di Santa Venera al Pozzo e conducendole ad Acireale con un sistema di captazione sotterranea.

In lui era maturata, piano piano, l’idea di rilanciare le antiche Terme per assicurare lustro alla città e pensò di concentrare, in una propria vasta proprietà in cui inglobò parte della tenuta Scammacca, i suoi molteplici interessi di cui le terme e l’albergo ne erano solo una parte.

Grazie all’acquisto delle acque solforose dalla Congregazione di Carità di Acicatena, iniziò i lavori di convogliamento e conduttura delle acque allo stabilimento di Acireale.

Suddetti lavori durarono cinque anni e consentirono la canalizzazione sotterranea in argilla, di ben 3 km, chiusa ermeticamente per non disperdere i principi minerali dell’acqua.

Nello stesso momento, venne progettato e realizzato lo stabilimento delle Terme ed un Grande Albergo.
Terme di Acireale

Secondo i desideri del barone, il tutto doveva avere un aspetto grandioso per poter soddisfare le esigenze degli ospiti, soprattutto di quelli illustri.

Dal lavoro svolto, venne fuori uno stabilimento delle Terme simile ad un castello incantato con un giardino di bellezza ineguagliabile ed un Grand hotel con oltre 100 stanze, riccamente addobbate.

Cinque, ripetiamo, furono gli anni di intenso lavoro che aveva lo scopo di realizzare non solo “un impianto termale” ma, soprattutto, quello di proporre una sistemazione complessiva dell’intero spazio ambientale che rappresentasse un lustro per la città.

E fu così che Acireale potè entrare nel circuito delle più importanti stazioni termali europee insieme agli stabilimenti di Vichy, realizzati da Napoleone III, ed ai Bagni di Lucca opera della Contessa Matilde.

Antesignano del moderno manager, esperto di marketing, il barone Pennisi fece coincidere l’inaugurazione con l’Esposizione Universale di Vienna e diede ampia eco attraverso mirati messaggi pubblicitari che mettevano in risalto la salubrità del clima nonché l’ambiente circostante in cui il verde la faceva da protagonista.

Era il primo maggio del 1873 e le Terme furono finalmente inaugurate.

Terme_di_Acireale

L’immediato successo fece sì che Acireale si potesse configurare come città di grande valenza turistica: da quell’inaugurazione, a cascata, sorsero alberghi, nacquero istituti di credito e via discorrendo, mettendo in moto l’intera economia cittadina.

Un successo di cui si parlò ben presto in tutta l’Europa e non solo, testimoniato dal livello degli illustri ospiti tra cui vogliamo ricordare il Granduca ereditario di Baden, lo scrittore francese Ernest Renan, il ministro della Pubblica Istruzione della Repubblica italiana, Ruggero Ronchi.

A seguire, nel 1875, vennero persino i reali d’Italia Umberto I con la moglie, la Regina Margherita, ed il Principe di Napoli per non parlare del compositore Richard Wagner che venne con tutta la famiglia. E pare che fu proprio nei parco delle Terme che il grande compositore ebbe l’ispirazione per completare il “Parsifal”.

Poi, purtroppo, la prematura scomparsa del barone Pennisi di Floristella, avvenuta nel 1885, che coincise con una momentanea crisi economica della gestione del Grand hotel tanto da determinarne la temporanea chiusura fino all’anno successivo quando rientrò in attività, anche se ridotta, grazie all’opera del figlio del compianto barone, il marchese Angelo.

Poi, com’è noto…la concorrenza di Taormina, come meta turistica, e lo scoppio della Prima guerra mondiale fecero il resto, determinando un progressivo decadimento delle Terme fino a quando nel secondo dopoguerra, i Pennisi contattarono la Regione Siciliana, appena costituitasi, e nel 1951 vendettero lo stabilimento con annesse acque.

Le Terme continuarono a segnare la vita cittadina che se ne avvantaggiò attraverso l’impulso dato, unitamente all’offerta sanitaria delle cure termali, da un’azione di rilancio turistico e ad iniziative di grande pregio come la Rassegna internazionale d’Arte “Acireale Turistico.termale”, organizzata e diretta per ben 20 anni dall’Avvocato Francesco Grasso Leanza, presidente e commissario delle Terme dal 1967 al 1981.

Di speciale rilievo, inoltre, l’iniziativa della Regione Siciliana in favore del complesso termale, in particolare sotto l’influsso dell’On.Rino Nicolosi che, della Regione stessa, diverrà Presidente.

A tale inizitiva vanno ascritte sia la realizzazione delle nuove terme di Santa Caterina sia l’attivazione delle stesse, con conseguente aumento di cure e prestazioni.

Tutto ciò, però, non è bastato a salvare le Terme e neppure il Parco dal lento declino, fino al definitivo abbandono.

In particolare, in riferimento al Parco,va da sé che, a causa della carenza e soprattutto della discontinuità nelle operazioni di manutenzione, il Parco…un tempo trionfo di viali, fontane, alberi secolari di grande suggestione visiva, pergolati di indiscusso fascino…visse un progressivo degrado ed anche una decurtazione, rispondente a più attuali esigenze, dell’area originaria che un tempo era costituita dal giardino dello stabilimento termale, da quello del Grand hotel ed infine da quello del Castello Scammacca.

Queste per sommicapo le origini dell’intero complesso che, ad oggi, non sappiamo se potrà mai tornare agli antichi splendori anche se la buona volontà di privati, di enti e di clubs service sta operando in tal senso e si spera realizzi il miracolo di restituire ad Acireale quello che ne fu il fiore all’occhiello ed il vanto.

Intanto, ripetiamo, si inizia con l’inaugurazione del magnifico Parco.

Ciò avverrà domenica, a partire dalle 10.00 e non stop, per tutta la giornata, fino alle 18.00, con l’inaugurazione di una bambinopoli per famiglie e vari momenti di spettacolo.

Sarà un modo affinchè la collettività si riappropri di un bene comune e di ciò dobbiamo dire grazie, oltre che all’Associazione Costarelli, una squadra composta da seri e brillanti professionisti capitanati dal vulcanico Avvocato Mario Di Prima, al Commissario liquidatore delle Terme stesse, l’avvocato Gianfranco Todaro che la sua fattiva collaborazione non ha fatto mancare.

Nel corso della giornata di inaugurazione va segnalato, inoltre, un momento di solidarietà organizzato dalla CRI con l’iniziativa “Un’amatriciana per Amatrice” il cui incasso sarà devoluto interamente alle popolazioni vittime dell’ultimo, disastroso terremoto.

Salutando questa apertura, la speranza è che le Terme… con il loro bellissimo Parco ed Acireale stessa… tornino ad essere quel luogo di inconsueta bellezza come tale appariva ai viaggiatori europei del XIX secolo e non come si presenta oggi dove l’incuria, il dilettantismo, la miopia politica e l’approssimazione la fanno da padroni.

“Oggi, di quel sogno resta poco”, chiosa la dottoressa Ada Nicolosi nella sua brillante tesi.

Come non essere d’accordo con Lei.

Silvia Ventimiglia

23 Settembre 2016

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