A zonzo per Siracusa ed Ortigia…il “viaggio” di Federica Scorpo

Veduta di Siracusa

Veduta di Siracusa

Questo il racconto inviato da una nuova aspirante blogger. Cosa ne pensate? Magari, lasciate un commento!

Il mio viaggio a Siracusa è cominciato una mattina di maggio quando conobbi Viola.
Era una mattina come tante.
Mi sono svegliata alle 7:00, ho preso il caffè mi sono vestita e sono uscita.
Quanto mi piaceva passeggiare per le vie di Ortigia.
Ormai era un anno che abitavo da sola in Ortigia e restavo sempre stupita di scoprire cose nuove.

Mi rendevo conto che non conoscevo bene la mia città ma presa dal lavoro e da mille altri impegni rimandavo sempre il momento di approfondimento che mi ero prestabilita. Fino a quando incontrai Viola.

Entrai nel solito bar a prendere un caffè e la trovai seduta su un tavolino assorta in una lettura. Provai subito una forte attrazione e curiosità. Chissà che stava leggendo. Il libro era grande sarà stato di mille pagine con una copertina scura.
Mi presi di coraggio e le chiesi: “Mi posso sedere?”. “Certo” mi rispose lei con un sorriso.
Sentivo che anche lei aveva sentito quell’alchimia tra noi. “Cosa leggi? Le chiesi tutto d’un fiato. “

Girò il libro per farmelo vedere e rispose “I miti greci. Sono un’appassionata”.

Che bello era la persona che cercavo, sapevo a pelle che mi avrebbe dato tanto.
“Comunque io sono Viola” si presentò,” io Emma – risposi – a me piace passeggiare per Ortigia e vedere gli stralci di vita greca in mezzo ai palazzi, è suggestivo. E’ come avere un museo all’aperto. Per esempio, li di fronte a noi c’è il Tempio D’apollo accanto all’antico mercato ed è meraviglioso. Non so se i siracusani se ne rendono conto”.

“Il tempio d’apollo è un monumento importantissimo”, esordì Viola, “perché è il tempio dorico più antico della Sicilia o comunque il modello che si stava affermando nel mondo ellenico e del VI secolo a.C. Pensa che subì diverse trasformazioni che rovinarono un pò il tempio. Divenne infatti Chiesa Bizantina, Moschea islamica e infine Chiesa Normanna. Ma nonostante tutto non ha perso la sua bellezza”.

“E tu come le sai tutte queste cose?”

“Sono laureata in lettere classiche e o fatto un master in conservazione dei beni culturali. Ma soprattutto è una passione”.

Non potevo credere di aver incontrato la persona giusta per conoscere meglio la mia città.
Da quel giorno diventammo inseparabili e lei riusciva a farmi sognare con i suoi racconti.

Esploravamo la città, assaggiavamo la cucina del luogo. Mi sembrava con lei di essere una turista nella mia città.
Passeggiavamo per il lungo mare dove l’odore del mare si mischiava alle specialità di pesce cucinati dai vari ristoranti e trattorie. Si sentiva odore di mandorla e mi veniva voglia della nostra granita di mandorla assolutamente accompagnata da una brioche buonissima.
Un giorno andammo nella bellissima piazza Duomo, dove si erge maestosa la Cattedrale e Viola mi raccontò che prima era un tempio, il tempio d’Atena i cui resti erano custoditi nel Museo Archologico. E poi la Fonte Aretusa dove cresce il papiro e che nasconde una leggenda che ha ispirato milioni di artisti.

Viola mi raccontò la bellissima storia: “Sai il mito narra che Alfeo, Dio fluviale, si fosse invaghito di Aretusa, ninfa di Artemide e la voleva a tutti i costi. Aretusa che respingeva le sue avances chiese l’aiuto della Dea che la trasformò in fonte sfociando in Ortigia. Ma Alfeo non si rassegnò e affidò alle onde il suo sogno d’amore, percorrendo le correnti marine sino a raggiungere Aretusa”.

Siracusa è una città meravigliosa, lo sapevo già, ma vivermela così era tutta un’altra storia.

Un giorno Viola si presento al solito bar con due biglietti in mano.
“Cosa sono?” le chiesi.
“Due biglietti per le rappresentazioni classiche”mi disse con aria soddisfatta.
Vero, questo era il periodo.
“Così ti faccio respirare un po’ di aria greca”.
E mi ritrovai al teatro greco, seduta ad ammirare il tramonto e con una forte emozione a vedermi lo spettacolo. Era Edipo il re. La storia di Edipo che uccide suo padre e sposa sua madre. Uno spettacolo incredibile, suggestivo e che tutti dovrebbero vedere. Uscì dal teatro con la pelle d’oca e ringraziai Viola di questo bel regalo, il più bello della mia vita.

Un giorno andai al solito bar, Viola non c’era ed era strano, chiesi al barista che ormai conoscevo.

“Scusa hai visto Viola?” gli chiesi preoccupata.
“Si” mi rispose il barista “ti ha lasciato un biglietto” e me lo consegnò.
L’aprì e in una bellissima calligrafia c’era scritto:
“Sono dovuta partire per lavoro ma continua il nostro viaggio, esplora la tua città perché scoprire da dove si viene significa scoprire se stessi. E il viaggio fallo prima.

Ed io il viaggio lo stavo già facendo…

Federica Scorpo

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